giovedì 18 agosto 2016

Tingere, che divertimento!

Tingere la lana è un vero divertimento. Usare piante e radici è bellissimo ma, parliamoci chiaro, non è semplice ottenere un buon risultato, ci vuole tanta esperienza, tanta pazienza, e gli ingredienti giusti.
Amo tutto ciò che è naturale ma i puristi che usano erbe e aceto mi fanno sorridere (l'ho fatto anch'io, sia chiaro), perché se vuoi ottenere un prodotto di buona qualità e che non si scolori al primo lavaggio devi fare la mordenzatura, che significa usare l'allume, non ci sono santi.
A questo modo di tingere della tradizione, oggi si affiancano i colori per lana commerciali, ovvero dei prodotti chimici che non richiedono mordenzatura, ma solo un pò di aceto (noti come acid colors). 
Se ne trovano di diverse marche (on line) come Washfast, Dharma, Jacquard, Ashford, Eurolana, Landscapes. Ne esistono sicuramente altri, io ho provato solo gli ultimi due.
Se usati correttamente non sono più inquinanti di estratti naturali e allume, e ti permettono di fare tanti esperimenti.



Ultimamente mi sono divertita molto utilizzando un forno a microonde (mai utilizzato in cucina) per ottenere diversi colori sulla stessa matassa.
Ho però in mente di tingere in pentola un gomitolo (al posto della matassa) per ottenere un gradient yarn, ovvero un filato che sfuma gradualmente in un altro colore... già immagino uno scialle così...
Tanto da fare e così poche ore in un giorno!!!