mercoledì 7 febbraio 2018

Simply socks, ovvero semplicemente calzini

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Chi ama fare calzini a maglia (e suppongo anche all'uncinetto), usa di solito un filato specifico per i calzini (sock yarn), la cui peculiarità non è lo spessore, anche se generalmente si tratta di filato sottile da lavorare con ferri molto piccoli, bensì la presenza di una variabile percentuale di nylon nella composizione del filato. Di solito, infatti, si tratta di una combinazione di lana molto morbida e nylon (polyamide è un altro nome del nylon); quest'ultima componente dona resistenza e durabilità al filato (caratteristiche notevoli per un accessorio soggetto a sfregamenti e usura), e per tale ragione viene tollerato, in limitate percentuali, anche da chi come me non ama affatto le fibre che non siano naturali.
Detto ciò, contrariamente a quanto faccio di solito, questa volta ho voluto tingere e lavorare un filato diverso, ovvero la Drops Nord, la cui composizione mi interessava molto: 45% alpaca superfine, 30% polyamide, 25% lana peruviana.

Ne ho preso solo 200gr, li ho tinti in due bagni e con il primo ho voluto fare dei calzini semplici semplici, basici direi, per focalizzare maggiormente l'attenzione sul colore.

Diversamente da quanto faccio di solito questa volta ho deciso di non mettere qui le istruzioni, che sono lunghe da scrivere anche se non particolarmente complicate.
Però nello shop Koloro Studio è possibile acquistare il kit con il filato, ed un dettagliato foglio di istruzioni.
Buona maglia!


Generally speaking who loves knitting socks (and I suppose even crochet) use a specific yarn (sock yarn), whose peculiarity is not the thickness, even if it is usually light weight and knit on very small needle, but the presence of a percentage of nylon in the composition of the yarn. In fact, it is mainly a blend of wool and nylon (polyamide is another name for nylon); this artificial component gives strength and durability to the yarn (remarkable characteristics for an accessory submitted to rubbing and wear), and for this reason it is tolerated, in limited percentages, even by those who, like me, do not like artificial fibers.

The yarn I chose for my very plain socks is Drops Nord, whose composition I really like: 45% superfine alpaca, 30% polyamide, 25% Peruvian wool. First of all I hand dyed it,  also to test how colors would behave on this blend of fibers. And I'm very pleased with the result!
Unlike what I usually do, I decided not to publish here the pattern instructions, which are pretty long even if not so complicated. Nevertheless on my shop you can find the kit with hand dyed yarn and written instructions.
Happy knitting!


venerdì 2 febbraio 2018

Yeti the Hutt

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Mi piace tanto fare cappelli, sia a maglia sia all'uncinetto, purtroppo però ho la testa grossa e una facciona che sta bene solo con pochissime tipologie di cappelli, di solito mai quelli che faccio io. :-(
Però persisto! Questo Yeti l'ho pensato e fatto in una sera... l'ho chiamato così perché è tutto bianco (come si presume debba essere l'abominevole uomo delle nevi, per mimetizzarsi con l'ambiente, eh); ad esser sinceri non ho avuto la pazienza di colorare il filato: volevo farlo subito.
Spero che qualcuno possa apprezzarlo, sia divertendosi nel farlo, sia poi nell'indossarlo (magari in settimana bianca!).

Si tratta di un cappello fatto con 100g di filato in lana pura di spessore aran/worsted e uncinetto n.5.
E' stato disegnato per adulti, se vuoi farlo in taglia bambino devi lavorare una catenella iniziale più corta, perché questa coincide con l'altezza del cappello.
Considera che ogni prima maglia della riga è sostituita da una catenella.
Avvia 40 catenelle.
1. 40 maglie basse, gira il lavoro, 40 maglie basse sull'anello frontale
2. 25 maglie basse, gira il lavoro, 25 maglie basse sull'anello frontale
3. 30 maglie basse, gira il lavoro, 30 maglie basse sull'anello frontale
4. 35 maglie basse, gira il lavoro, 35 maglie basse sull'anello frontale
Ripeti la sequenza fino ad arrivare alla misura della circonferenza della tua testa - 8 ripetizioni totali dovrebbero bastare, a meno che non hai lavorato stretto oppure hai una testa grossa (come me!), ed allora vai avanti ancora per qualche riga.
Piega il lavoro sul davanti e cuci i lati iniziali e finali con l'ago o con lo stesso uncinetto.
Buon divertimento!!!

P.S. nel mio shop Koloro Studio trovi il kit con le lane worsted colorate nella quantità giusta per fare uno Yeti colorato!

I love making hats, both knitted and crochet, but unfortunately I have a big head and a big face so that I can wear only a few of them, usually never the kind that I do!
I designed and crochet this hat last night ... I called Yeti because it's all white (like the abominable snowman known as bigfoot is supposed to be); to be honest I did not have the patience to dye the yarn: I wanted to make it right away.
I hope you can enjoy it, both doing it and wearing it (maybe during your ski holyday!).
It’s a crochet hat you can make with 100g / 3.5oz  aran/worsted wool yarn and a 5mm / UK6 / US H hook.
It has been designed for adults, if you want to resize it for children, you should begin with less chain sts, because the foundation chain correspond with the height of the hat.
Please note that every first stitch of row is intended as ch1.
Chain 40 sts
40 sc, turn, 40 sc on front loop only
25 sc, turn, 25 sc on front loop only
30 sc, turn, 30 sc on front loop only
35 sc, turn, 55 sc on front loop only
Repeat that sequence until you get the right circumference of your head - 8 total repetitions should be enough, but if you work tight or you have a big head like me (!), you can make a few rows more.
Fold the work on right side and sew (or crochet with slip st.) together foundation and ending edges.

Enjoy ... and remember : in my Koloro Studio Etsy shop you can find the yarn to make a multicolored Yeti hat!


mercoledì 24 gennaio 2018

Handy, il fascia collo di gennaio!

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Gennaio è notoriamente un mese freddo (almeno nell'emisfero boreale!) ed un fascia collo morbido, caldo e ben avvolgente è perfetto per questo mese.
Handy è lavorato in tondo con ferri circolari da 40cm, taglia 5mm o quella più adatta al campione (16 maglie in 10cm a legaccio).
Il disegno è legaccio intervallato da sette piccole trecce, ed è lavorato in tondo.
Ecco il procedimento:
Avvia 98 maglie.
Inserisci il segnapunti, chiudi in tondo e comincia a lavorare seguendo il motivo (ripetendo dal giro 1 al giro 6) quasi fino alla fine del filato; quindi chiudi tutte le maglie.
Giro 1 =  (1rov,8dir,1rov,4dir)
Giro 2 =  (10rov,4dir)
Giro 3 =  (1rov,8dir,1rov,T4d)
Giro 4 =  (10rov,4dir)
Giro 5 =  (1rov,8dir,1rov,4dir)
Giro 6 =  (10rov,4dir)
legenda:
T4d= passa 2 maglie sul ferretto ausiliario lasciandolo sul davanti del lavoro, lavora a dritto le due maglie successive, poi lavora a dritto le maglie sul ferretto.

Per il prototipo ho utilizzato 2 gomitoli di Drops Alaska tinta a mano (in tutto 100g per 140m).

Puoi trovare il kit con istruzioni (scritte e con schema grafico) e lana tinta a mano su Koloro Studio nella sezione worsted.

Buon divertimento!!!


As we know January is a very cold month (at least in the northern hemisphere!) and a soft, warm and well-wrapped knitted cowl is perfect for this period of the year.

Handy is worked round with circular needles: 40cm/16”, 5mm/US8 or the size to fit the gauge (16 sts in 10cm in garter st.).
The pattern is garter plus 7 little cables. Final circumference is approx. 60cm/24”.
Here is the recipe!
Cast on 98 sts.
Place the marker,  join and follow the pattern until you almost finish the yarn, then bind off  in pattern.
Round 1 =  (P1,K8,P1,K4)
Round 2 =  (P10,K4)
Round 3 =  (P1,K8,P1,C4f)
Round 4 =  (P10,K4)
Round 5 =  (P1,K8,P1,K4)
Round 6 =  (P10,K4)
Legenda: C4f is slip 2 to cableneedle, hold it in front, knit2, knit2 from cableneedle.

I used 2 balls of hand dyed Drops Alaska (total 100g/3.5oz, 140m/153yd). 

You can find the knitting kit (written instructions with chart + hand dyed yarn) in my Etsy shop, in the worsted section.

Happy knitting!

martedì 16 gennaio 2018

Let's do it!

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Quest'anno è iniziato con un nuovo proposito che sto mettendo in atto con grande attenzione: il rilancio di Koloro Studio, il mio shop di lane tinte a mano che l'anno scorso l'avevo messo in pausa.
In effetti mi rendo conto che è davvero un peccato smettere di fare ciò che mi diverte, ovvero tingere la lana e pensare a nuovi modelli da proporre, e quindi ecco che torno ad incanalare tutte le mie energie proprio su Koloro Studio.

Ho iniziato con la fascia per capelli di cui parlo nel post precedente, il cui kit è possibile acquistare nello shop, ma sono già disponibili ben tre diversi colori per il kit del fasciacollo (sempre in lana di spessore worsted, ma in due gomitoli), più uno per il fasciacollo ad uncinetto, ed attualmente sto lavorando su un filato lace, molto sottile, con il quale sto perfezionando un modello di sciarpina morbida come una nuvola, di quelle da tenere in borsetta perché non si sa mai!

Ho anche attivato una raccolta di e-mail per una newsletter mensile che partirà dalla prima domenica di febbraio, grazie alla quale inviare codici sconto e nuovi pattern, newsletter a cui è possibile iscriversi sia dalla pagina Facebook di Koloro Studio sia da qui.

Buona maglia! E uncinetto, bien sûr.


I've started 2018 with the purpose of reviving Koloro Studio, the hand-dyed wool shop that I left in stand-by last year.

Indeed I realized it is a pity to stop doing what I enjoy, that is dyeing wool and designing new patterns, and so here I am back to channel all my energy right on Koloro Studio.

I started with the headband (look at the previous post!), whose kit can be purchased in the shop, but there are already three different colors available for the cowl kit (in worsted wool), plus one crochet kit, and currently I'm working on a lace yarn, with which I'm perfecting the pattern of a scarf: it is soft like a cloud, one of those accessories  to keep in your handbag because you never know!

Furthermore I've activated a collection of e-mails for a monthly newsletter that will start the first Sunday of February, in order to send discount codes and new patterns. You can subscribe from Koloro Studio Facebook page or here.

Happy knitting! And crocheting, of course!

venerdì 5 gennaio 2018

La treccia a nove maglie

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Le trecce mi sono sempre piaciute moltissimo, ma capisco che per i principianti della maglia possono apparire una sfida, eppure spesso sono più facili di quel che sembra. Oggi vi propongo la treccia nove maglie, inserita in un contesto semplice: una fascia per capelli.
Spero vi piaccia. Buona maglia!



- Drops Alaska, 1 gomitolo (la versione tinta a mano è su Koloro Studio)
- 4.5mm ferri dritti (o 5.00mm se lavori molto stretto)
- 1 ferretto da treccia

Avvia 19 maglie in modo lento e ripeti la sequenza di 8 righe fino all’altezza necessaria alla tua testa, poi chiudi tutte le maglie e cuci insieme la parte iniziale e finale per ottenere la tua fascia!

riga 1: 4 dritti, 1 rovescio, 9 dritti, 1 rovescio, 4 dritti
riga 2 (e 4,6,8): 5 dritti, 9 rovesci, 5 dritti
riga 3: 4 dritti, 1 rovescio, T6dav, 3 dritti, 1 rovescio, 4 dritti
riga 5: 4 dritti, 1 rovescio, 9 dritti, 1 rovescio, 4 dritti
riga 7: 4 dritti, 1 rovescio, 3 dritti, T6die, 1 rovescio, 4 dritti
T6dav = passa 3 m sul ferretto e lasciale sul davanti del lavoro, lavora a dritto le 3 m seguenti e poi quelle sul ferretto
T6die = passa 3 m sul ferretto e lasciale sul retro del lavoro, lavora a dritto le 3 m seguenti e poi quelle sul ferretto


I've always loved cables. I understand beginners could consider them too challenging, yet they are often easier than what they appear to be. Today I propose you the nine stitches cable into a simple context: a headband.
Hope you like it. Happy knitting!

- Drops Alaska, 1 ball (hand dyed yarn available in Koloro Studio shop)
- 4.5mm/US7 straight needle (or 5.00mm/US8 if you work tight)
- 1 cable needle

Cast on 19 stitches and repeat the 8 rows pattern up to the heigh you need for your head, then you can bind off and sew beginning and ending sides to get you headband!

row1: k4, p1, k9, p1, k4
row2 (and 4,6,8): k5, p9, k5
row3: k4, p1, C6f, k3, p1, k4
row5: k4, p1, k9, p1, k4
row7: k4, p1, k3, C6b, p1, k4

martedì 2 gennaio 2018

La cucina senza sprechi

Un buon proposito per il nuovo anno potrebbe essere quello di evitare gli sprechi alimentari.
Secondo me non fare sprechi è un atto di rispetto verso l'universo intero, includendo chi ha faticato per darmi quel prodotto ma soprattutto chi non ha ciò che sto sprecando.

I numeri dello spreco sono ovunque, ogni tanto ne parla anche il telegiornale, e sta diventando una moda (il ché di per sé va benissimo) con pubblicazioni editoriali o servizi televisivi dedicati alla cucina degli avanzi, che però a volte sono davvero improponibili per numero e tipologia di ingredienti necessari, con preparazioni complesse che poco di addicono al tema in questione.

Uno dei modi per evitare gli sprechi è comprare il cibo integro.
Con la scusa del poco tempo che abbiamo a disposizione, e della poca voglia che abbiamo di perdere tempo ai fornelli, la grande distribuzione ci offre una serie di prodotti vegetali più o meno manipolati: insalate già pronte, verdure già tagliate, ecc. Ma questo oltre a far lievitare i prezzi in realtà nasconde anche uno spreco. Faccio un esempio.


Le cimette di cavolfiore si trovano fresche o persino surgelate. Ma se acquisto il cavolfiore intero posso evitare che buona parte del cavolo finisca nella spazzatura: ciò che rimane dopo aver tagliato le cimette, ovvero il torsolo e le foglie, posso farlo a pezzetti ed utilizzarlo per una zuppa o una minestra. Buttare questa parte del cavolfiore è davvero uno spreco!

La cosa più semplice da fare richiede 3 elementi: brodo, patate e cavolfiore a pezzetti (neanche 5 minuti di preparazione), da lasciare sul fuoco per una mezz'ora e poi, a scelta, frullare e servire con i crostini oppure buttarci dentro la pasta.
In entrambi i casi una spolverata di pecorino e di pepe ci sta benissimo.

Buon appetito!

P.S. Non sono talebana: per quanto riguarda il brodo evito il dado o le polveri di dado, ma uso tranquillamente quello venduto in brick perché ha un gusto migliore ed è fatto in modo quasi casalingo. Certo, sarebbe bello potere avere sempre la scorta del proprio brodo in freezer, ma oggettivamente non è così, anche perché non si tratta di una preparazione veloce.

giovedì 28 dicembre 2017

Frankenstein Ken!

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Cosa c'è di strano nella foto a sinistra? Chi conosce questa bambola noterà subito l'anomalia: piega il braccio e le gambe!
In attesa che la Mattel si decida a fare il Ken con le articolazioni snodabili (forse nel 2018?) come ha fatto invece con la Barbie Made to Move, ho deciso di sottoporre uno degli amici della Barbie ad una piccola "operazione chirurgica".
Se qualcuno volesse fare la stessa operazione, seguono istruzioni. Attenzione: parlo di operazione chirurgica ma non di plastica (ah,ah, scusate il doppio senso), perché il risultato non è invisibile, ma sotto i pantaloni o un maglioncino a maniche lunghe è comunque ottimo: l'articolazione rimane come voi la metterete!

Il materiale indispensabile lo potete trovare in casa: filo di ferro per giardinaggio, una spugnetta per lavare i piatti e una taglierina.

L'idea è quella di costruire un cilindro di spugna che contiene l'anima di ferro, da inserire nei due tronconi dell'arto tagliato.

Per prima cosa è necessario tagliare l'arto all'altezza dell'articolazione; la taglierina deve essere usata con molta prudenza soprattutto all'inizio, quando la plastica dura farà resistenza.

Una volta separati i due tronchi è necessario tagliare un pochino gli orli dell'articolazione interna (l'interno del gomito, per il braccio, e il retro del ginocchio per la gamba) in modo che piegando l'arto i bordi non si tocchino.

A questo punto prepariamo la spugnetta: sempre con la taglierina tagliamo una sezione alta mezzo (per il braccio) o 1 centimetro (per la gamba), in modo da ricavare una lastra di spugna da arrotolare sull'anima di ferro.
Per l'anima di ferro ho usato 8 fili per il braccio e 16 per la gamba, tagliati ad una lunghezza poco inferiore di una decina di centimetri ed attorcigliati su se stessi come una spirale.
A questo punto metto l'anima sul lato corto della lastra di spugna, arrotolo stretto e infilo un'estremità in un troncone e l'altra estremità nell'altro troncone dell'arto.

Buon divertimento!!!



What's strange in the picture on the left? Who knows this doll will immediately notice the anomaly: he bends the arm and legs!
While waiting for Mattel to sell the posable Ken (perhaps in 2018?) just like they  did with Made to Move Barbie, I decided to perform a "surgical operation"!
If you're interested to do the same, follow my instructions.
Warning: I'm not talking about plastic surgery (ah, ah, sorry for the double meaning), because the result is not invisible, but under the pants or a long-sleeved sweater it is still excellent: the joint remains as you put it !

You can find what you need in your home: iron wire for gardening, a sponge for washing dishes and a cutter.

The idea is to build a sponge cylinder that contains the iron core, and to put it into the two pieces of the arm to joint them.

First of all it is necessary to cut the arm/leg at the level of the joint; the cutter must be used with caution especially at the beginning, when the hard plastic will resist.

Once the two trunks are separated, the edges of the inner joint (the inside of the elbow, for the arm, and the back of the knee for the leg) must be cut a little more so that the edges do not touch.

At this point I prepared the sponge: with the cutter I cut a 0.5cm (1/4inch) section for the arm or 1 cm (1/2inch) for the leg, so to get a sheet of sponge.

For the iron core I used 8 strands for the arm and 16 for the leg, the length is less than 10cm/4inches, twisted on themselves like a spiral.

At this point I placed the core on the short side of the sponge slab, rolled it tight and inserted into the two sections of the arm/leg.


Enjoy!!!

domenica 10 dicembre 2017

La zucca che avanza...

Questa ricetta fa parte di un libro che sto scrivendo. Non è un libro di cucina ma solo un romanzo breve in cui uno dei personaggi si trova a dover utilizzare in cucina un'enorme zucca, e quindi la prepara fritta, in risotto ed infine prova anche a farci un dolce.
E siccome la fantasia a volte contamina la realtà, ecco quindi quello che mi sono inventata: la zucca nella mezzaluna, ovvero dei biscottini di pasta frolla ripieni di zucca cotta.
Il mio personaggio ovviamente, essendo una cuoca, prepara da sé la pasta frolla, ma io, lo confesso, l'ho comprata pronta perché ero molto più concentrata sulla preparazione del ripieno.

La zucca va grattugiata con una grattugia a fori grossi. Non so voi, ma io non uso i robot perché perdo troppo tempo a tirarlo fuori dall'armadio, montarlo, usarlo, smontarlo, lavarlo, asciugarlo e riporlo via. Una grattugia d'acciaio è decisamente più pratica, ed un bel pezzo di zucca si grattugia in neanche mezzo minuto.

In un tegame medio piccolo ho messo:
- 3 etti di zucca,
- 1 etto di zucchero,
- 1 tazzina di liquore all'anice,
- i semini di una bacca di vaniglia.
Durante la cottura a fuoco medio basso (per una decina di minuti), la zucca perde acqua e lo zucchero si scioglie, quindi alla fine nel composto rimane molto liquido, ma la polpa si ammorbidisce ed assorbe i sapori. La lasciamo intiepidire nel tegame.

La pasta frolla va stesa e con un grosso bicchiere ricaviamo dei cerchi al centro dei quali mettiamo un cucchiaino di zucca sgocciolata, poi chiudiamo a mezzaluna e sigilliamo con i rebbi di una forchetta.
Spennelliamo la superficie con il liquido della zucca.
A forno caldo a 180 gradi per dieci minuti.

Di solito si dice sempre di lasciar freddare prima di servire, però io ho trovato i dolcetti tiepidi quasi più buoni dei freddi, probabilmente perché quelli freddi li avevo spolverati con lo zucchero a velo, che sconsiglio perché seppur l'estetica appare più raffinata il gusto si appiattisce (nelle bustine c'è più amido che zucchero).

Buona domenica!



sabato 4 novembre 2017

L'errata corrige non dovrebbe esistere.

Odio l'errore, ma non quello che ognuno di noi puo' fare lavorando a maglia e che, diciamocelo, spesso vediamo solo noi che sappiamo esattamente dove si trova. Odio l'errore stampato sui libri, quello che non è possibile correggere perché ormai il libro lo abbiamo tra le mani noi, non l'editore, e nessuna errata corrige lo potrà mai correggere in modo efficace.

L'errore a volte ti può far male, ti fa perdere tempo, ti fa dubitare delle tue capacità di comprensione. Solo una lunga esperienza ti fa subdorare subito l'errore, che ti appare in tutta la sua surreale evidenza. E ciò vale per qualsiasi libro, ma in particolar modo per i libri di maglia come quello che ho tra le mani. Me lo hanno regalato con un patto sottinteso, ovvero farò qualche cappello a forma di animale (oggetto del libro stesso) come ringraziamento... aspetta c'è qualcosa che non torna!!! A parte gli scherzi, sono felice di fare questi semplici cappellini, ma le istruzioni sono piene di errori e posso immaginare lo sgomento di chi si appresta a seguirle pedissequamente.

Giusto per capirci: non c'è un dritto neanche a pagarlo, nonostante si parli di maglia rasata, e le coste 2rov/2rov sono da scompisciarsi!!!



domenica 22 ottobre 2017

Domenica d'autunno in cucina


La mia passione per maglia, uncinetto, lana e affini mi allontana dalla cucina e quello che era un vero e proprio passatempo fatto di ricerca, libri, storia ed esperimenti ora è un momento rimandato di continuo... così ho deciso che questa domenica mattina, tipicamente autunnale, col cielo grigio e l'aria umida, è il momento adatto. Ma dopo tanti mesi trascorsi a spadellamenti veloci, la vera cucina mi appare faticosa! E così il mio arrosto farcito di guanciale e castagne diventa una bella prova di pazienza! Infatti le castagne, superbo frutto autunnale, va cotto e spellato ed io ho scelto di arrostire quelle destinate alla zuppa e bollire quelle destinate all'arrosto. Conclusione: un sacco di tempo passato a spellare! Ma le gioie della cucina non sono anche queste? Sì, proprio come certi progetti di maglia, all'apparenza un po' noiosi, che che alla fine ti donano esperienza e soddisfazione. 
Sarà forse per compensare che ho scelto di completare il menù con un dolce un po' più veloce? Eh sì.
La torta di frutta, quella che io chiamo "standard", il cui assemblaggio rimane lo stesso mentre ciò che varia è il frutto di riferimento: un guscio di briseé con dentro uno strato di marmellata di pera, uno di ricotta di pecora (assolutamente non condita) ed uno di fettine di pera spolverizzate con un cucchiaio di zucchero bruno. A fine estate l'ho fatta con marmellata di fichi e fichi freschi, ma questo è il periodo giusto per le pere. Della mia torta "standard" mi piace il contrasto dolce e salato e la semplicità dei sapori, il motivo per cui non metto cannella o noci, che a dire il vero ben si adatterebbero alle pere. O cioccolato, che pure è uno dei miei cibi preferiti!  
E' tempo di apparecchiare la tavola, perché alla fine si cucina per poter condividere il cibo con chi ci circonda. Buona domenica!


domenica 1 ottobre 2017

Lo scialle Reyna

Su Ravelry è possibile scaricare le istruzioni gratuite per lavorare a maglia un semplice ma duttile scialle, che a seconda della scelta del filato (variando colori, texture, spessore) assume un suo proprio carattere. Ve lo consiglio caldamente.
E siccome non c'è ancora la traduzione in italiano, mi sono messa al lavoro per offrire a chi non conosce l'inglese la possibilità di lavorarlo senza problemi.
Questa è una primissima traduzione: se trovati intoppi, incomprensioni, dubbi, ecc. fatemelo sapere!!!

Reyna di Noora Laivola
modello in originale su Ravelry:  https://www.ravelry.com/patterns/library/reyna
Materiali:
Filato: 365 m tipo fingering. Va benissimo anche il filato per calzini (sock), il modello può essere facilmente modificato per adattarsi a qualsiasi metraggio.
Ferri: 3.5mm
(NDT:  io ho usato un filato tipo DK, ovvero 4 gomitoli di Woolly DMC per una lunghezza totale di poco meno di 500m, e ferri 4.0mm circolari da 80cm per avere sufficiente spazio)
Terminologia:
·         dir          dritto
·         rov         rovescio
·         get          gettato
·         dR           dritto lavorato sul retro
·         d2ins      dritto su due maglie insieme
·         ppd        passare due maglie a dritto; poi inserire la punta del ferro sinistro nelle due maglie da sinistra a destra e lavorarle insieme a dritto.
·         M            marker segnapunti
·         pM         passa il marker segnapunti dal un ferro all’altro
·         DV          lato davanti del lavoro
·         RT           retro del lavoro
Istruzioni generiche:
Legaccio (DV): 2dir, get, dir fino al M, get, pM, 1dir, get, dir fino alle ultime 2m, get, 2dir
Legaccio (RT):  2dir, 1dR, dir fino a -2 al M, 1dR, 1dir, pM, 1dR, dir fino -3 alla fine, 1dR, 2dir
Traforato (DV): 2dir, get, 1dir, *get,d2ins* fino al M, get, pM, 1dir, *get, ppd* fino a -3, get, 1dir, get, 2dir
Traforato (RT):  2dir, rov fino a 1m dal M, 1dir, pM, rov fino a -2, 2dir
(NDT:  il motivo si memorizza facilmente, fatelo una volta e lo capirete al volo!)
Modello:
Avvia 3 maglie.
Riga1 : 1dir, get, metti il M, 1dir, get, 1dir (totale 5 maglie)
Riga2 : 1dir, 1dR, 1dir, pM, 1dR, 1dir (totale 5 maglie)
Riga3 : 2dir, get, pM, 1dir, get, 2dir (totale 7 maglie)
Riga4 : 2dir, 1dR, 1dir, pM, 1dR, 2dir (totale 7 maglie)
Righe 5-28 : lavora a legaccio (DV) sulle righe dispari, legaccio (RT) sulle righe pari (tot.55m)
Righe 29-32 : lavora traforato (DV) sulle righe dispari, traforato (RT) sulle righe pari (tot.63m)
Righe 33-48 : legaccio (tot.95m)
Righe 49-56 : traforato (tot.111m)
Righe 57-72 : legaccio (tot.143m)
Righe 73-88 : traforato (tot.175m)
Righe 89-104 : legaccio (tot.207m)
Righe 105-136 : traforato (tot.271) se hai paura di non avere abbastanza filato o non vuoi prendere un nuovo gomitolo, lavora solo qualche riga (pari) di traforato e passa subito alla prossima sezione.
Righe 137-139: legaccio (tot.279)
Riga 140 : chiudi le maglie: 2dir, rimetti sul ferro sinistro le maglie, d2ins, *1dir, rimetti sul ferro sinistro 2 maglie, d2ins* ripeti ** finché rimane una sola maglia, taglia il filo e passalo nell’anello.
Finitura
Nascondi le codine, metti in forma lo scialle. Si consiglia una moderata tensione per mettere in rilievo il disegno di legaccio e traforato.

Buon divertimento!

giovedì 17 agosto 2017

Iron woman, ovvero la donna che stira!!!

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Avvertenza: questo è un post casalingo, ovvero riguarda i lavori domestici. Se siete donne in carriera fornite di provvidenziale domestica, uomini pantofolai o globetrotters,  esseri viventi di qualsiasi sesso e religione semplicemente allergici ai lavori domestici, temo che quanto segue non possa interessarvi.
Se invece vi capita di fare il bucato e di stirarlo  (diciamo almeno una volta a settimana, oppure ogni due o tre) forse l'argomento vi riguarda.
Ho notato che soprattutto in estate stirare diventa problematico (ok, più problematico): in primo luogo perché fa caldo e questo in qualche modo ci obbliga a farlo alla mattina presto, quando di norma si preferisce dormire.
Inoltre la pila dei panni da stirare è visibilmente più alta. Sia perché ci si cambia più spesso a causa del caldo e del sudore, sia perché l'uso estivo dei tessuti di lino e di cotonina esige - ahimè - una passata di ferro da stiro.

E terzo: sono tutti secchi e rigidi. Troppo caldo, troppo sole, troppo tempo passato nel cesto in attesa di essere stirati (si, sì questo succede anche in inverno). Stirare un panno secco e rigido mette a dura prova il migliore dei ferri da stiro a vapore, quindi ho pensato all'appretto - non per inamidare le camicie come si faceva una volta, eh. Avete presente quelle bombolette spray il cui misterioso contenuto rende facile e veloce stirare (a detta della tv)? Una preventiva lettura dell'etichetta mi ha fatto desistere dall'acquisto: parecchio materiale infiammabile, olio non meglio identificato (si raccomandano di non spruzzare sul pavimento altrimenti diventa scivoloso, ma perché dovrei farlo!?) ed elementi chimici vari che sarebbe meglio non mettere a contatto con la pelle o con gli occhi. Personalmente non uso l'ammorbidente perché non si toglie col risciacquo e venendo a contatto con la pelle può creare allergie o sensibilizzazioni; a maggior ragione non userò questo appretto.
Urge un'alternativa. Ecco la mia soluzione: acqua (ah-ah l'acqua è chimicamente una soluzione) più tonico per la pelle. Ho scelto un'acqua di rose cosmetica, un tonico delicatissimo che contiene olio essenziale di rose, diluito così : 1/2 decilitro di tonico in 2 decilitri di acqua demineralizzata. 
Lo spruzzino è pronto. Funziona e lascia una fragranza delicata.
Spero che questa mia esperienza possa esservi utile. Buon lavoro!


English version - as always I translate my web post from italian (my native language) for english speaking readers. So, the following translation is all mine - mistakes and nonsense included. 
Please be kind!!!

News from a busy housewife
Warning! This is a "household post" that is all about domestic activities: if you are a working woman with providential hired help, a lazy man or a globetrotter, a living being of whatever religion or sex who is simply allergic to ironing, I'm afraid this topic is out of your concern.
But. If once a week (or a month) you do the laundry and iron, maybe this post could be interesting for you. Perhaps.
Well, I noticed that summer ironing is very difficult (let's say more difficult than ordinary): first of all the hot weather forces to do it early in the morning, when air is fresh (and we usually sleep!). More, clothes are so many, maybe because we frequently change our dress. And (that's my point) they are dry and rigid: they lie too long under the sun, or perhaps they stay too long in basket, waiting for ironing (yes, this happens in winter too!!!). Dry and rigid clothes put to the test the best of your steam irons, that's why many of us use those commercial spray bottle in order to press wrinkles easily and quickly.
Before purchasing this kind of "starch", I wanted to know the real ingredients: many flammable elements, misterious oils (don't spray it on the floor!), a lot of such chemical elements not safe for skin and eyes. You know, I'm that kind of woman who prefers not to use fabric softener because it stays on clothes even after rinsing and it could do allergic skin reaction. Why should I get this unsafe thing?! 
My solution: water (that is a solution, oh yes) plus toning lotion. I've got a "water of rose", a delicate tonic lotion with rose essential oil. My formula: half a deciliter of lotion in 2 deciliters of distilled water.
Let's do it!

venerdì 30 giugno 2017

La coperta degli avanzi

Avete anche voi un progetto "di riciclo"? Uno di quei progetti di maglia o uncinetto nato per riciclare gli avanzi di filato che inevitabilmente rimangono dopo aver terminato un precedente progetto?
Non un metro ma neanche cento, quella quantità insufficiente per iniziare e finire... insomma, un gomitolino che tieni lì perché un giorno potrebbe servirti, ma che in realtà non userai mai!
Ecco, io li trasformo nella coperta degli avanzi, una coperta fatta all'uncinetto, con un grosso uncinetto (8) e filati messi doppi, se serve.


Il bello di questa coperta è che è "easy", niente di pretenzioso: una coperta da lavorare di tanto in tanto, quando capita di rimanere con della lana in più, quindi niente pensieri, niente estetica, niente punti complicati.
Solo una coperta, perché le coperte possono sempre far comodo. E non importa quando la finirai, sta lì accanto al divano, in attesa di qualche metro di filo, puoi riprenderla dopo settimane senza difficoltà perché sono solo mezze maglie alte, niente di più. Ahhh. Relax.